Confini Sospesi
- arvispalermo
- 14 mag
- Tempo di lettura: 1 min
Cosa succede quando un confine smette di separare e inizia ad unire?
Questo progetto indaga quel punto di contatto in cui la macchina fotografica smette di essere una barriera e diventa un ponte. È una ricerca sull’istante esatto in cui un estraneo decide di abbassare la guardia, di schiudere una porta o di affidarti un frammento della propria verità.
Dalle strade di Palermo, dove la feroce diffidenza sa farsi ospitalità disarmante, fino a luoghi lontani, il bianco e nero diventa una scelta non soltanto estetica ma necessaria: zittisce il colore per concentrarsi sull’essenziale.
In questo percorso, l’immagine non è mai uno scatto rubato, ma un dono. È il momento in cui la mia presenza smette di essere estranea e si fa ospite, muovendosi su quel crinale precario dove la distanza tra l'io e l'altro si assottiglia sempre di più. Varcare una soglia emotiva, prima ancora che fisica, è un atto di responsabilità: queste fotografie sono il diario di quei varchi aperti.
Mi farebbe piacere condividere con voi questa sospensione. Ci vediamo all'apertura per parlarne insieme.
















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